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Notícias na Itália

28/09/2017
A Milano, un summit da Silicon Valley

(Foto: Nicla Panciera)

 
 
 
 
Pubblicato il 28/09/2017
Ultima modifica il 28/09/2017 alle ore 15:38
 

«Fra trent’anni ci sarà proibito guidare. Le strade e gli incroci del futuro saranno frequentati da veicoli autonomi in grado di negoziare tra loro la precedenza di ciascuno. La loro accuratezza aumenterà la sicurezza e ridurrà gli incidenti». Questo è solo uno degli scenari che diventeranno presto la norma, secondo Maartens Steinbus, professore emerito dell’Università di Tecnologia di Eindhoven.  

 

Il futuro che ci attende è al centro della due giorni milanese organizzata dalla Singularity University, una comunità globale nata nella Silicon Valley dove ha la sua base. L’organizzazione, che si occupa di formazione e innovazione e mette in contatto tra loro influencer e innovatori di tutto il mondo, mette piede per la prima volta in Italia. Nella lista dei cervelloni invitati - poche le donne speaker (4 su 22) – anche degli italiani: Chiara Burberi, co-autrice del libro Le ragazze con il pallino per la matematica, Paolo di Cesare, co-fondatore di Nativa, la prima Benefit Corporation e Certified B Corp in Europa, Francesco Gattei, Executive Vice President Scenarios, Strategic Options & Investor Relations di Eni, e lo scienziato e imprenditore Riccardo Sabatini. Oltre un migliaio le presenze registrate complessivamente. 

 

Trasformazioni più e meno radicali sono state tratteggiate nel corso dei lavori. «Dobbiamo ripensare, in modo fondamentale, il lavoro e la specificità del contributo umano. Ci aspettano sfide da non sottovalutare» spiega John Hagel, co-presidente del Deloitte Center for the Edge, organizzazione basata in Silicon Valley dedicata a una ricerca originale sulle opportunità di business emergenti. «Proprio per questo la fase di transizione sarà cruciale». 

 

In un mondo in rapida trasformazione, a Rho si discute anche di come gestire il cambiamento, di quale significato abbiano assunto le parole innovazione, immaginazione e futuro e di come andrebbero ripensati anche l’educazione, la formazione e il lavoro. Le relazioni comprenderanno tutte le discipline rilevanti, come intelligenza artificiale, blockchain, automazione, robotica, medicina d’avanguardia, biotecnologie, neuroscienze, energie rinnovabili. 

 

Molto è già realtà. Altro, pur sembrano fantascienza, è molto più vicino a noi di quanto non crediamo («pochi decenni: la vita futura dei vostri figli»). E, così, il messaggio chiave, anche secondo Hagel, è proprio questo: «Non lasciate che vi si paralizzi il pensiero: ragionate sulle conseguenze di questi scenari. Perché la questione più importante di tutte è che cosa accadrà in questi anni». Tutti avvisati, inutile fingere disinteresse o lasciarsi trasportare dagli eventi.

 

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Fonte: Lastampa.it

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