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Notícias na Itália

28/09/2017
Developer cinesi a caccia di design italiano

Il rallentamento della crescita dell’economia cinese non spaventa l’industria italiana dell’arredo-design. Innanzitutto perché si parla comunque di un incremento del Pil cinese attorno al 6% per il 2017 e 2018. E poi perché questo rallentamento è accompagnato da una trasformazione verso un modello di economia avanzata, basata su «consumi, servizi e innovazione», come sottolineano dal Centro studi di FederlegnoArredo (Fla): «alla quantità si va sostituendo la qualità».

Lo confermano i developer cinesi invitati da Fla, in collaborazione con l’agenzia governativa Ice, a visitare le sedi produttive di alcune aziende italiane dell’arredo-design: 12 big del real estate cinese, che in questi giorni visiteranno altrettante fabbriche italiane tra Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Toscana. Cercano soprattutto qualità, spiegano al Sole 24 Ore, tecnologia, bellezza e prodotti ecosostenibili: tutti elementi a cui i consumatori cinesi ricchi e benestanti sono sempre più sensibili e attenti.


CRESCITA ININTERROTTA «Fino a qualche anno fa in Cina il mantra era costruire e costruire rapidamente – spiega Yu Wenjing, Interior Design Director di Yango Group Co., specializzato in sviluppi immobiliari di pregio in tutto il Paese –. I progetti dovevano piacere ai clienti, essere durevoli e ipertecnologici. Oggi il mercato è cambiato e chiede progetti ecosostenibili e soluzioni intelligenti per il controllo degli spazi e degli oggetti. Questo cerco dalle aziende italiane». Yu si riferisce in particolare al segmento residenziale perché, spiega, è soprattutto da questo che arriva una domanda crescente di prodotti di alta gamma e di design, e dunque il potenziale più interessante per i prodotti italiani.

L'export di arredamento italiano in Cina dal 2009 a oggi e proiezioni al 2020.
Dati in milioni di euro (Fonte: Centro Studi FederlegnoArredo)

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Alle opportunità di un’edilizia e di un design ecosostenibili guarda anche l’industria italiana, come spiega il presidente di Fla, Emanuele Orsini, annunciando le prossime tappe delle iniziative di internazionalizzazione del settore promosse non Ice, di cui anche l’iniziativa di questi giorni fa parte: «L’anno prossimo faremo una missione B2B a Chengdu, nel Sichuan, dove le opportunità interessano anche il comparto delle costruzioni in legno: il nuovo piano urbanistico prevede infatti parametri edilizi legati al risparmio energetico e alla riduzione delle emissioni, su cui le nostre imprese hanno molto da dire».

Secondo Sun Lei, designer di ville di lusso per il gruppo di real estate Hongkun, «I brand del design italiano sono famosi in Cina per la bellezza e la tecnologia dei loro prodotti, ma anche per la loro tradizione artigianale e produttiva, che è molto apprezzata. Le vostre aziende, ma anche i vostri architetti e designer, hanno un background che da noi manca».

Ma non è solo una questione di qualità della produzione: per conquistare il mercato cinese serve un’offerta completa, spiega Gao Zhiqiang, vice-presidente di Truebond Building Decoration Engineering, studio di progettazione con sede a Pechino e cantieri in tutta la Cina. «Lavoro da anni con molti brand italiani – racconta – e quello che apprezzo è come si prendono cura anche della presentazione dei prodotti e delle soluzioni di arredo e del servizio». Il fattore prezzo, aggiunge Gao, non è un problema: «I clienti ricchi in Cina sono molti e vogliono il made in Italy originale. Inoltre, ci sono diversi marchi italiani che hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo e sono perfetti per il ceto benestante». Un ceto in crescita e non solo nelle città di prima fascia (da Pechino a Shanghai, da Guangzhou a Shenzen), ma anche nelle metropoli della Cina interna.

IL PRIMATO ITALIANO 
Quote di mercato dei primi dieci fornitori di arredo della Cina nel 2016.
Dati in percentuale. Nel balloon il volume in milioni di euro. (Fonte: Centro Studi FederlegnoArredo)

Fonte: Il Sole 24 Ore

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